
Sergio Mariani, quarta generazione della famiglia, serve i rigatoni con la pajata ad Aldo Fabrizi
Ninetta Ceccacci Mariani

Sergio Mariani, quarta generazione della famiglia, accoglie ai tavoli di Checchino dal 1887 l’allora Presidente del Repubblica Luigi Einaudi con la Consorte ed il Segretario di Stato
Il ricordo di Ninetta Ceccacci Mariani
1887 Cento anni fa...
Una coppia di giovani sposi: Lorenzo e Clorinda, che gestiva una rivendita di vini nelle grotte del Testaccio, davanti alle quali fervevano i lavori per la costruzione del nuovo Mattatoio, decise di trasformare la rivendita in "Osteria con cucina".
Quando il nuovo mattatoio fu pronto (1890), le maestranze presero l'abitudine di portare a cucinare qui le parti della bestia che ricevevano come parte della paga perché erano considerate povere.
Così nacquero la pajata alla romana, la coda alla vaccinara, il padellotto e tutti gli altri piatti ricavati dal 5° quarto.
La coppia intanto aveva avuto una figlia: Ferminia, che divenuta adulta si sposò e proseguì il lavoro dei genitori, continuando a cucinare quei piatti che avevano tanto successo.
Ella ebbe un figlio: Francesco, che tutti chiamavano Checchino, fu lui che nel 1927 restaurò il locale, che intanto andava annoverando una clientela di politici, nobili e professionisti, e volle dargli il suo nome, unito alla data di nascita della licenza.
Dei suoi cinque figli uno solo: Sergio, seguì le orme del padre, prima al suo fianco poi con la madre Chiara, ampliando la selezione dei vini del Lazio e aggiungendo una scelta dei migliori vini italiani e francesi che la cantina scavata sotto il Monte dei Cocci permette di conservare al meglio.
A lui prematuramente scomparso, è seguita la moglie Ninetta con i figli Marina, Elio e Francesco a salvare una tradizione familiare che non doveva andare perduta.
Cento anni sono passati sotto queste antiche volte, tante ore gioiose, tanto lavoro, tanti affanni perché, come se su un ideale palcoscenico, tutti gli attori (piatti antichi e moderni) recitassero bene la loro parte.
Vi presentiamo questi piatti, come li cuciniamo oggi senz'altro alleggeriti, ma con le stesse ricette, perché questo vogliamo celebrare: Cento trentasei anni di cucina romana, nella stessa famiglia, negli stessi ambienti, con lo stesso impegno.
Gustateli e a tavola dimenticate le ansie di questa corsa affannosa che è la nostra vita di oggi e questa sosta sia un piacevole ricordo.
Ninetta Ceccacci Mariani in occasione dei 100 anni del ristorante nel 1987

Licenza con cui Lorenzo e Clorinda aprirono il ristorante nel 1887

In questa foto scattata alla fine degli anni 40, insieme ad Elsa Maxwell e il principe Borromini, ci sono a sinistra Francesco (Checchino) Mariani e a destra suo figlio Sergio.

La quinta generazione: Francesco, Marina e Elio Mariani

Francesco e Elio Mariani

La sesta generazione : Simone Mina e il suo CH 18 87
Le origini
Checchino dal 1887 incarna oltre un secolo di tradizione romana attraverso la cucina del rione Testaccio. Il rione deve il suo sviluppo alla presenza del Mattatoio (1890-1975), o "Stabilimento di Mattazione", come indica l'insegna sull'edificio inaugurato nel 1890.
Fin dal 1870, i trisavoli degli attuali proprietari gestivano un'osteria dedicata alla vendita di vino, offrendo ai clienti solo piatti freddi come pecorino, olive, carne secca e le note coppiette, pezzi di carne essiccati con abbondante pepe e peperoncino, tanto piccanti da necessitare abbondante vino per essere mitigati. Quello che oggi chiameremmo una strategia di marketing, all'epoca era una "furbata" dell'oste. Con il passare degli anni, l'osteria si consolidò e Lorenzo e Clorinda, i fondatori, decisero di richiedere la licenza per cucinare, ottenendola nel 1887. Iniziarono così a preparare pasti per gli operai impegnati nella costruzione del mattatoio. Con l'inaugurazione del Mattatoio nel 1890, iniziarono a utilizzare nella loro cucina non solo le carni, ma soprattutto le interiora degli animali macellati nel vicino Macello. Si sviluppò così la cucina del 5° quarto, un'espressione matematicamente assurda (gli animali sono divisi in 4 quarti) per descrivere quella parte eccedente che pesa quanto un quarto nobile e comprende testa, coda, zampe e interiora, sia di ovini, suini o bovini. Il quinto quarto veniva dato come bonus ai lavoratori più umili del Mattatoio, i cosiddetti scortichini o vaccinari, macellai che scorticavano e spostavano le bestie. Costoro presero l'abitudine di portare questa parte di pagamento in natura nelle osterie vicine per farla cucinare, dando origine a piatti come la coda alla Vaccinara e i Rigatoni con la pajata (intestino digiuno del vitello)
Della coda alla vaccinara Marina, Elio e Francesco Mariani, propongo ancora la ricetta originaria, lievemente allegerita rispetto a quella codificata secondo l’estro della bisnonna Ferminia, figlia dei capostipiti.
Evoluzione e Tradizione: La Cucina Romana di Checchino
Con il passare degli anni il locale si è aggiornato integrando la proposta con piatti realizzati a base di tutte le meravigliose verdure Romanesche secondo stagione: carciofi, cicoria, puntarelle, broccoli. Ampliando la scelta delle minestre, affiancando alle classiche pasta e ceci e pasta e fagioli, la zuppa di farro e carciofi, e quella di orzo e cicoria. La proposta del menu include anche piatti della tradizione Romana, come i saltimbocca, il garofolato, il petto di vitella alla fornara, il coniglio, il pollo, o l’abbacchio alla cacciatora.
Da sempre la famiglia è stata molto attenta all’abbinamento con i vini proponendo il meglio della produzione Laziale, Italiana e delle principali zone enologiche mondiali (negli anni ’50 la lista di Checchino vantava la presenza di almeno 5 tipologie di vini Francesi, fatto eccezionale per una trattoria di quei tempi). Ampio spazio è stato da sempre dedicato da Elio e Francesco, entrambi sommelier professionisti, ai distillati Italiani e stranieri. Già negli anni ’70, Elio proponeva un enciclopedico carrello delle grappe. Ma non è finita qui, oggi da Checchino troviamo anche il meraviglioso carrello dei formaggi con una proposta che spazia dai classici, come il Parmigiano Reggiano nella versione gran riserva di 4 anni, al Pecorino Romano D.O.P. ; dal Bagos del Bresciano al Siculo Piacentino di Enna con pepe nero e zafferano; dal caciofiore della campagna Romana fatto con il caglio vegetale proveniente dall’ essiccatura del cardo viola selvatico, al blu Cabrales Spagnolo e ancora tanti altri con, stagionalmente, delle vere rarità come il Bettelmat o lo stravecchio della Valformazza.
Per finire la realizzazione dei dolci è curata da Marina che sfrutta a pieno la cantina di Checchino abbinando i vini passiti, serviti anche al calice, a dessert come il tortino di pere e noci profumato alla cannela, servito tiepido con la salsa al cioccolato o come la torta di ricotta con mandorle e scaglie di cioccolato o un dei vari semifreddi all’arance o alla nocciola ed altri.
Parlando di Checchino non si può dimenticare che fa parte dei ristoranti del Buon Ricordo, associazione fra ristoratori, nata nel 1964 con l’intento di propagandare la cucina Regionale Italiana, veicolando il proprio messaggio attraverso il piatto del Buon Ricordo un piatto di ceramica artistica decorato a mano realizzato da un artigianato Salernitano. In ogni ristorante, facente parte di questa unione, i clienti che scelgono e degustano dal menu una specifica specialità del locale, ricevono in omaggio un piatto che ricorda nella grafica la pietanza degustata; da Checchino la specialità è “Involtini di carne alla Romana guarniti”.
Da qualche anno Checchino dal 1887 è stato insignito, con tanto di determinazione dirigenziale, del titolo di Bottega Storica tutelata dal comune di Roma.
Questo titolo celebra la lunga tradizione del ristorante e il suo contributo alla cultura gastronomica della città
Uno sguardo al futuro Checchino inaugura il Cocktail bar
Oggi Checchino è annoverato tra i locali storici nel cuore di Roma al Testaccio, da oltre 100 anni condotto dalla stessa famiglia, giunta alla sesta generazione. Da Checchino si può gustare la grande cucina Romana una vasta carta dei vini e distillati, ed è possibile per i nostri clienti visitare l'area archeologica.
I nopstri vini sono serviti anche al bicchiere, disponiamo di un carrello con una gran varietà di formaggi.
I fratelli Elio Chef e Francesco Mariani entrambi sommelier professionisti, rispettivamente dal 1982 e dal 1989, selezionano personalmente i vini che propongo mentre Marina si occupa dei dolci oltre che dell'amministrazione.
L'insalata di zampi, i bucatini alla gricia, i rigatoni con la pajata la coda alla vaccinara e il padellotto alla macellara sono un MUST qui da Checchino dal 1887.... e ancora tante altre cose che vi racconteremo in loco. Da non dimenticare che il 3 Febbraio 2017, in occasione dei 130 anni del locale, al primo piano, Simone, Barman (A.I.B.E.S.), sesta generazione della famiglia ha innaugurato il Cocktail bar CH 18 87. Mission del Bar l’abbinamento cibo cocktail declinato in più modi e, come distillato di elezione, il Rum.

La Cantina dei vini nel Monte dei Cocci
Monte dei cocci
Non si deve dimenticare che grazie alla sua collocazione all’interno di un Monumento Storico Archeologico Italiano quale il Monte Testaccio, detto Monte dei Cocci, Checchino è potuto entrare a far parte dell’associazione Locali Storici d’Italia e d’Europa. Il Monte Testaccio è detto dei cocci perchè e appunto fatto con cocci, pezzi di anfore dell’epoca Imperiale e Repubblicana dell’antica Roma, accatastati qui dai mercanti dell’epoca. Utilizzando le anfore come mezzo di trasporto per molte mercanzie, principalmente derrate alimentari come olio, vino e frumento, una volta svuotate del contenuto non potendo buttarle alla rinfusa e non potendole riutilizzare per motivi legati al costo del dazio, i mercanti erano costretti a romperle e ad accatastarle in questo luogo in maniera ordinata, pezzo su pezzo, edificando così, dal 75 A.C. al 456 D.C., una collina di circa 50 metri di altezza per 1 km di perimetro di base, 15 milioni di metri cubi di anfore detta appunto “Monte dei Cocci”. Questa collina è molto importante perché diede il nome al quartiere. L’etimologia della parola viene dal Latino testa, testae che vuol dire vaso, anfora di terracotta, da questo il testaceum appunto, il monte fatto di testae, volgarizzato in dialetto Romanesco, in Testaccio. A testimonianza di questo resta anche il fatto che il quartiere ha come simbolo l’anfora.
Checchino ha la fortuna di avere la cantina scavata dentro il Monte Testaccio, e ciò significa un ambiente eccezionale per lo stoccaggio dei vini e la possibilità di mostrare al cliente turista un ambiente unico al Mondo. Se andate da Checchino non dimenticate di chiedere ai Mariani di mostrarvi questo piccolo tesoro Romano, carico di atmosfera e cultura, sarà per loro un piacere accompagnarvi.
I nostri riconoscimenti
Siamo orgogliosi di condividere con voi i prestigiosi riconoscimenti che il nostro ristorante ha ottenuto nel corso degli anni. Questi premi sono il risultato del nostro impegno costante per offrire un'esperienza culinaria eccezionale e un servizio impeccabile.
- 50 Best Restaurants in the World: Siamo stati inclusi due volte nella classifica dei 50 migliori ristoranti del mondo dal "Restaurant Magazine" del Times di Londra.Siamo stati presenti ben 2 volte nella classifica
- Sua Eccellenza Italia: Nel 2011, in occasione dei 25 anni del Gambero Rosso, siamo stati inseriti nell'albo d'oro "Sua Eccellenza Italia".
- Bottega Storica: Il nostro locale è stato riconosciuto come Bottega Storica dal Comune di Roma, un titolo che celebra la nostra lunga tradizione e il nostro contributo alla cultura gastronomica della città. Essendo ricavato sotto il monte Testaccio è anche sotto il vincolo dei beni archeologici.
fa parte dei Locali Storici d'Italia e dell' Unione Ristoranti del Buon Ricordo.
Leccio d'Oro: Nel 1999, abbiamo ricevuto il prestigioso premio Leccio d'Oro per la nostra ampia selezione di Brunello di Montalcino.
Restaurant Wine List Award: Grazie alla nostra eccezionale selezione di vini, stoccati nella nostra cantina archeologica, abbiamo ottenuto il massimo riconoscimento al Rome Wine Festival nel 2009.
AIBES 2022: Simone Mina (sesta generazione della nostra famiglia) e il suo Ch 18 87 hanno vinto AIBES 2022 e hanno rappresentato l’Italia al mondiale IBA 2023 che si è tenuto a Roma
Questi riconoscimenti testimoniano la nostra dedizione alla qualità e alla tradizione. Vi invitiamo a visitare il nostro ristorante per scoprire di persona ciò che ci rende unici e per gustare i nostri piatti premiati.
I video su "Italian food" Francesco Mariani racconta la storia della sua famiglia da sempre legata al ristorante Checchino
Siamo entusiasti di condividere con voi il video che vi racconta un viaggio attraverso la storia del nostro ristorante. Da oltre un secolo, la nostra famiglia ha dedicato passione e impegno per offrire un'esperienza culinaria unica. Questo video vi porterà dietro le quinte, mostrando le radici profonde e le tradizioni che hanno plasmato ciò che siamo oggi. Scoprirete come tutto è iniziato, i momenti salienti del nostro percorso e le persone che hanno contribuito a rendere il nostro ristorante un punto di riferimento nella cucina romana.
Ci piace concludere questa breve carrellata con una poesia che ci è stata dedicata

Checchino dal 1887 - via di Monte Testaccio, 30 00153 Roma tel 0039 065743816 - 0039 3335855055 email: checchino_roma@tin.it.
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